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da TDC in collaborazione con Comune di
Milano, CDZ 15, Centro Culturale Spagnolo Istituto Cervantes di
Milano.
debutto Teatro
della Contraddizione, Milano 15 - 18 e 22 - 25 febbraio 2001, prod.
Teatro della Contraddizione.
Lo spettacolo ha inaugurato la Stagione Sperimentale Europea 2001.
Una sala d’attesa.
Gli spettatori vengono smistati e collocati nello spazio scenico
a seconda delle risposte date ad una domanda che Marta pone loro
prima di iniziare e parteciperanno più o meno attivamente
alla vicenda proprio in funzione di questa collocazione spaziale
che non è fissa, ma muta al mutare degli eventi.
Una folla di attori - personaggi li accoglie e con essi attende
l’arrivo del forestiero.
L’inizio dello spettacolo è il preludio alla frammentazione
dei punti di vista che si traduce in frammentazione fisica e spaziale
nella quale verranno coinvolti, oltre che gli attori, gli spettatori
stessi.
Il salotto borghese si disgrega per diventare spazio privo di connotazioni
e nel quale non più pochi personaggi ma una folla indistinta
- della quale faranno parte anche alcuni spettatori - chiede ed
esige risposte; è un magma di persone che si agita e crudelmente
mastica le proprie vittime in nome di una verità intangibile.
La perdita di identità dell’individuo viene tradotta
nella perdita di identità di chi agisce, attori non ancora
personaggi, spettatori che potrebbero diventare attori, che possono
chiedere, esigere al pari di altri.
Nessuno ha un nome o una parte definita; le identità si frammentano
nella folla, corpi che si mescolano e che parlano, diversi fra loro
ma fatti della stessa sostanza, fantasmi.
Gli unici che hanno consistenza di personaggi più che di
fantasmi sono proprio loro, i forestieri, unici e distinguibili
sia fisicamente che spazialmente, la loro identità è
netta e determinata, forse troppo per chi fruga nella loro vita.
entrambi possiedono una verità immutabile e in contraddizione
con la verità dell’altro...E dunque?
...Meglio indossare scarpe comode
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