Lo spettacolo ha vinto il Premio Milano per il Teatro 2009
come Miglior spettacolo prodotto a Milano.
Marco Maria Linzi ha vinto il premio per la Miglior regia di uno spettacolo prodotto a Milano
Il tema
La vendita di realtà… questo è il commercio
più sviluppato dell’uomo. Il potere è il commerciante,
i negozi sono diversi: religioso, filosofico, economico. L’attività
più antica dell’uomo non è la vendita del
corpo ma quella del proprio potere, della propria realtà,
del proprio potere sulla realtà, in cambio di un'illusione
credibile, vivibile o sopportabile. Le rivoluzioni nascono da
illusioni che perdono di forza, la forza di crederci… con
relativa caduta delle maschere. Büchner diceva che verrebbero
via anche le facce…
Questa delega sul nostro destino la portiamo dentro ereditata
dai nostri predecessori; la vendita non è avvenuta oggi,
ma oggi quotidianamente si rinnova, fino alla prossima rivoluzione…
Viaggio nel tema
Die privilegierten è una visita attraverso questa
esperienza, in particolare negli usi e nelle conseguenze che questa
"vendita - delega" comporta. Non è un pensiero
che si definisce razionalmente nel percorso dello spettacolo,
ma una sensazione: qualcosa che sentiamo di sapere ma che non
riusciamo a definire, a focalizzare, che entra ed esce nell’articolato
succedersi degli incontri, delle situazioni. Fino alla sua improvvisa
materializzazione… faccia a faccia con poche possibilità
di fuga.
Viaggio interiore
Die privilegierten è un documentario incompiuto
che si compie con chi lo attraversa. È una visita guidata
in noi stessi, nella capacità di creare o credere, sostituendo
alla nostra realtà un mondo altro, illusorio. Dalle grandi
alle piccole illusioni, da sistemi che si definiscono in un mondo
a piccole azioni di sopravvivenza quotidiana.
In definitiva: un’esperienza nell’ambiente umano,
nell’energia della sopravvivenza, nella sua eterna capacità
di riprodursi in ogni uomo, in ogni luogo, in ogni situazione…
e figliare sopravvivenze, sempre più distanti dalla complessità
delle contraddizioni umane.
Ruolo dello spettatore
Entrerà nella città ideale - una città realmente
esistita - non con una visione distaccata ma partecipante, come
fosse un gioco di ruolo, un “soul-game”, un'esperienza
attiva e passiva al tempo stesso, in cui il pubblico è
necessario all’alchimia della rivelazione di se stesso.
Come? Attraverso più dimensioni e ruoli; in un percorso
che inizia come giocatore, transita per la vittima per finire
al testimone. Ma per quanto sarà immerso in questo mondo,
per quanto lo attraverserà e ne sarà attraversato,
divertito o commosso, incosciente o pensante, ritornerà
alla sua realtà o illusione di realtà; mentre la
storia che lascerà in teatro è accaduta, irrimediabilmente
accaduta…
I contesti dell’esperienza
Niente dell’esperienza che aspetta il pubblico in Die privilegierten
può essere raccontata. Non hanno importanza il testo o
i testi a cui si ispira, né è possibile definire
i contesti a cui questo gioco si riferisce: è un’azione
tra noi e voi, un’azione che ancora deve compiersi…
con la necessità che l’attore-pubblico sia vergine
da qualunque riferimento. Accade che molte esperienze quando si
riferiscono a contesti conosciuti corrano il rischio di venire
immediatamente definite, catalogate, inserite nelle caselle della
coscienza irrigidita che crede di conoscerle, di averle già
sperimentate, digerite ed espulse. Questo accadrebbe se raccontassi
anche un solo colore, una sola azione; la bomba verrebbe disinnescata
e non esploderebbe più. Non sarebbe più un’esperienza,
non la vostra. La porta deve essere aperta, perché non
vogliamo convincere ma sperimentare: questa è l’identità
del pubblico che invitiamo a partecipare. Un pubblico che accetta
di essere in viaggio con noi, che vuole giocare con le nostre
regole, discretamente, in punta di piedi. Potremo così
ascoltare insieme l’esperienza che si svolgerà intorno
e in noi, nel momento in cui accadrà; in quell’unico
momento per quell’unica volta, nell’estemporaneità
del gesto teatrale.
La strategia
Die privilegierten ha quindi bisogno di silenzio prima che si
compia e di un gioco di illusioni perché accada: lo stesso
strumento che il potere usa per realizzarsi lo usiamo per svelare
e raccontarlo. Questa esperienza è quindi un’illusione,
una dichiarata menzogna che nasconde e rivela…
Infoline:
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