Teatro della Contraddizione
 Stagione Sperimentale Europea

 presenta
 Teatro della Contraddizione

 Ottobre 8, 9, 10, 11, 14, 15, 16, 17, 18

 Die Privilegierten
 La città ideale

 di Marco Maria Rebecca Linzi
 genere: visita guidata

 
con 
 
 Alessandro Angelelli
 Antonello Antinolfi
 Camillo Rossi Barattini
 Micaela Brignone
 Sara Di Matteo
 Sabrina Faroldi
 Barbara Fossati
 Ersilia Giliberti
 Sara Gobbini
 Luigi Guaineri
 Francesco Leschiera
 Elisa Liberati
 Alessandro Macchi
 Josephine Magliozzi
 Luna Mariotti
 Alberto Oliva
 Ariella Papini
 Vittorio Renuzzi
 Alessandro Sardi
 Alessandra Savino
 Stefano Slocovich
 Tommaso Urselli
 Linda Zanini

 regia Brignone&Faroldi&Linzi
 scene Linzi & Mariotti
 light designer Luna Mariotti

 Andrea Carminati tromba 
 Elettra Cicognini oboe
 Federico De Zottis sassofono baritono
 Michele Ferrara trombone
 Massimo Izar sassofono contralto e soprano
 Stefano Lazzari percussione
 Eliana Rosciano fisarmonica
 Alessandro Sesana tromba
 Paolo Valabrega tromba bassa in Fa
 
Leonora Zanotti
clarinetto
 Francesco Grigolo direttore d'orchestra

 L'orario d'ingresso è dalle 20,20 alle 20,45.
 La prenotazione è obbligatoria, i posti sono limitati (14 spettatori)
 sabato 10 e sabato 17 sono previste delle repliche pomeridiane


Lo spettacolo ha vinto il Premio Milano per il Teatro 2009
come Miglior spettacolo prodotto a Milano.
Marco Maria Linzi ha vinto il premio per la Miglior regia di uno spettacolo prodotto a Milano


Il tema
La vendita di realtà… questo è il commercio più sviluppato dell’uomo. Il potere è il commerciante, i negozi sono diversi: religioso, filosofico, economico. L’attività più antica dell’uomo non è la vendita del corpo ma quella del proprio potere, della propria realtà, del proprio potere sulla realtà, in cambio di un'illusione credibile, vivibile o sopportabile. Le rivoluzioni nascono da illusioni che perdono di forza, la forza di crederci… con relativa caduta delle maschere. Büchner diceva che verrebbero via anche le facce…
Questa delega sul nostro destino la portiamo dentro ereditata dai nostri predecessori; la vendita non è avvenuta oggi, ma oggi quotidianamente si rinnova, fino alla prossima rivoluzione…

Viaggio nel tema
Die privilegierten è una visita attraverso questa esperienza, in particolare negli usi e nelle conseguenze che questa "vendita - delega" comporta. Non è un pensiero che si definisce razionalmente nel percorso dello spettacolo, ma una sensazione: qualcosa che sentiamo di sapere ma che non riusciamo a definire, a focalizzare, che entra ed esce nell’articolato succedersi degli incontri, delle situazioni. Fino alla sua improvvisa materializzazione… faccia a faccia con poche possibilità di fuga.

Viaggio interiore
Die privilegierten è un documentario incompiuto che si compie con chi lo attraversa. È una visita guidata in noi stessi, nella capacità di creare o credere, sostituendo alla nostra realtà un mondo altro, illusorio. Dalle grandi alle piccole illusioni, da sistemi che si definiscono in un mondo a piccole azioni di sopravvivenza quotidiana.
In definitiva: un’esperienza nell’ambiente umano, nell’energia della sopravvivenza, nella sua eterna capacità di riprodursi in ogni uomo, in ogni luogo, in ogni situazione… e figliare sopravvivenze, sempre più distanti dalla complessità delle contraddizioni umane.

Ruolo dello spettatore
Entrerà nella città ideale - una città realmente esistita - non con una visione distaccata ma partecipante, come fosse un gioco di ruolo, un “soul-game”, un'esperienza attiva e passiva al tempo stesso, in cui il pubblico è necessario all’alchimia della rivelazione di se stesso. Come? Attraverso più dimensioni e ruoli; in un percorso che inizia come giocatore, transita per la vittima per finire al testimone. Ma per quanto sarà immerso in questo mondo, per quanto lo attraverserà e ne sarà attraversato, divertito o commosso, incosciente o pensante, ritornerà alla sua realtà o illusione di realtà; mentre la storia che lascerà in teatro è accaduta, irrimediabilmente accaduta…

I contesti dell’esperienza
Niente dell’esperienza che aspetta il pubblico in Die privilegierten può essere raccontata. Non hanno importanza il testo o i testi a cui si ispira, né è possibile definire i contesti a cui questo gioco si riferisce: è un’azione tra noi e voi, un’azione che ancora deve compiersi… con la necessità che l’attore-pubblico sia vergine da qualunque riferimento. Accade che molte esperienze quando si riferiscono a contesti conosciuti corrano il rischio di venire immediatamente definite, catalogate, inserite nelle caselle della coscienza irrigidita che crede di conoscerle, di averle già sperimentate, digerite ed espulse. Questo accadrebbe se raccontassi anche un solo colore, una sola azione; la bomba verrebbe disinnescata e non esploderebbe più. Non sarebbe più un’esperienza, non la vostra. La porta deve essere aperta, perché non vogliamo convincere ma sperimentare: questa è l’identità del pubblico che invitiamo a partecipare. Un pubblico che accetta di essere in viaggio con noi, che vuole giocare con le nostre regole, discretamente, in punta di piedi. Potremo così ascoltare insieme l’esperienza che si svolgerà intorno e in noi, nel momento in cui accadrà; in quell’unico momento per quell’unica volta, nell’estemporaneità del gesto teatrale.

La strategia
Die privilegierten ha quindi bisogno di silenzio prima che si compia e di un gioco di illusioni perché accada: lo stesso strumento che il potere usa per realizzarsi lo usiamo per svelare e raccontarlo. Questa esperienza è quindi un’illusione, una dichiarata menzogna che nasconde e rivela…

  Infoline:
 
TDC - via della Braida, 6 – 20122 Milano - Tel. 02 5462155

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