Teatro della Contraddizione
Stagione Sperimentale Europea

 presenta
 Compagnia Frakkasso

 Febbraio 11, 12, 13, 14 ore 22,30
18, 19, 20, 21
ore 20,45

 Kauneus
 Devozione alla bellezza
 
 genere: partitura di carne e ossa per donna inquieta

da un'idea di 
 Francesca Caso
con 
 Francesca Caso
diretto da 

 Valeria Mazza
 Francesca Caso

testo di 
 Valeria Mazza
voce recitante  
 Mirko Revoyera


Alla scoperta di angoli puri di bellezza dietro le rovine della propria esistenza, oltre le maschere imposte e scelte, aldilà delle manette di un’estetica dominante.
Il rincorrersi tra quelli che consideriamo mostri e rivelano poesie segrete, e gli stereotipi che vorremmo rifiutare ma che subiamo più o meno consapevolmente.
Kauneus, bellezza in finlandese. Una parola che mantiene intatto il suo mistero, non abusata e ancora evocativa.

La donna si muove al ritmo di suoni della chirurgia estetica inseguendo un ideale che nasconde il suo orrore o lasciandosi andare a un valzer in compagnia delle proprie paure, l’uomo nero, il barbone, l’handicap, la follia. Indossa maschere, si spoglia, si riveste, in cerca costante di un’offerta autentica di sé.

“Al mercato degli schiavi regalano nuovi bisturi per l’ecchimosi dell’anima…” Valeria Mazza

”la bellezza contiene la tristezza come un’amaca il corpo. Non riesce ne' a dimenticare ne' a disperdere: la culla” Etienne Decroux

Questo spettacolo nasce da un’insieme di performance che la compagnia Frakkasso ha realizzato nel 2006 aventi per tema la donna, il suo corpo, gli abiti.
Nel corso del tempo ci siamo accorte che queste sperimentazioni confluivano sempre su una stessa azione: illustrare un viaggio lungo le identità che vestono la pelle, un gioco a rincorrere le maschere e le ossessioni nel tentativo di neutralizzarle, il risveglio dopo un’assenza da se stessi. Ci siamo così immerse in un gioco di improvvisazioni fisiche, sonore, testuali che attingevano al nostro vissuto quotidiano di donne, di persone nate in un certo periodo storico culturale, in occidente. Inevitabilmente abbiamo finito per scontrarci con l’attuale concetto di bellezza così esasperato nella ricerca della perfezione, dell’apparenza, della forma da apparirci ormai come qualcosa di estraneo, nemico, terribilmente dannoso e pericoloso perché ormai facente parte di noi.
La caccia agli stereotipi della femminilità ci ha condotto ad incontrare donne folli, sfatte, brutte, che giocano con le “cose da donna”, trasformandosi, soffrendo, ridendo. Donne che la vita ha reso assolutamente vere.
Abbiamo immerso le mani in ciò che è considerato l’opposto della bellezza, in ciò che ci spaventava, affascinandoci ed è qui, in alcuni di questi territori di desolazione e apparente mostruosità che abbiamo incontrato una bellezza nuova, intatta misteriosa che ci ha sorpreso e incantato, svelandoci la sua poesia. La bellezza ci è apparsa come una parola nuova, un concetto inesplorato, difficile da pronunciare ma semplicissimo da comprendere… col cuore per la sua forza evocativa, la sua profondità e autenticità.
Sul palco si rivelano agli occhi di chi guarda diversi personaggi che svelano la loro “particolare” bellezza. Personaggi che si rincorrono sparendo uno nell’altro fino allo svelamento finale, dell’essere umano che si riscopre, donandosi all’altro senza maschere.
Ed è in questa bellezza imperfetta che ci perdiamo e che contempliamo e a cui va la nostra più totale devozione.


Infoline:
TDC - via della Braida, 6 – 20122 Milano - Tel. 02 5462155

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