In lingua originale con sovratitoli in italiano
Kvetch (Miglior Commedia dell'anno e
Primo Premio al Fringe Festival di Edimburgo - 1991),
è forse la commedia più sarcastica di tutto il repertorio
di Steven Berkoff.
Dalle sue note d'autore leggiamo che “Kvetch è
uno studio degli effetti dell'ansia... E' il demone che desidera
assaporare il tuo sangue e succhiare la fiducia che hai in te
stesso...”
Questo demone è il filo rosso che lega tutti i protagonisti:
piccolo borghesi dalle vedute ristrette, ossessionati dalla paura
di non essere all'altezza e di deviare rispetto ai più
banali modelli imposti dalla routine.
“Viviamo tutti sotto l'ombra della
bomba, del cancro... della malattia, della disoccupazione... delle
tasse... dei vuoti di memoria... di perdere i capelli, ingrassare,
imbruttirsi, di essere stupidi... di fallire... di esporsi...
della vecchiaia, di morire... della gente... Motivo per cui questa
commedia è dedicata a chi ha paura”.
Fin dalle prime battute appare evidente la mediocre normalità
in cui i protagonisti si dibattono, governati dalla costante paura
di essere ridicoli.
Berkoff gioca con la contraddizione tra ciò che si è
e ciò che si vorrebbe essere, tra le parole dette e i pensieri
nascosti; creando un cortocircuito attraverso l'alternanza tra
i dialoghi del piano reale/quotidiano e i pensieri, che puntualmente
contraddicono tutto, in una sorta di schizzofrenia che porta la
situazione al limite del grottesco, con effetti a tratti esilaranti.
“...siamo come iceberg che si muovono lentamente attraverso
la vita e raramente, per non dire mai, mostriamo e riveliamo la
nostra parte nascosta”.
La regia di Julio Martino amplifica questo dualismo attraverso
un linguaggio grottesco, fisicizzando lo scarto tra il piano reale
e quello inconscio, in un gioco di scambi senza barriere tra sogno
(o, a seconda dei casi, incubo) e realtà.
“Per me Kvetch è un gioco di “maschere”.
Alcune di queste sono evidenti – la maschera della paura
e dell'età, create con il trucco; ci sono le maschere della
fisicità e gestualità; le maschere dell'accento
– Americano; la maschera della razza – ebraica; e
infine la maschera comica. Ed io credo che solo indossando tutte
queste maschere possiamo toccare la verità più profonda
celata nel testo”
Ed ecco che Kvetch rivela il suo doppio fondo: l'ipocrsia di
una società in cui le convenzioni morali e sociali si configurano
come lacci, che imprigionano gli uomini in una commedia priva
di senso.
Kvetch è stato rappresentato al Fringe Festival di Edimburgo
all'English Theatre di Vienna, a Manchester, a Londra e ha fatto
una tournée in tutta l’Inghilterra.
Il regista Julio Maria Martino ha vinto il Fringe First
Award al Fringe Festival di Edimburgo con lo spettacolo
Life's a Gatecrash.
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