Mortal Ladies Possessed,
tratto dai racconti brevi di Tennessee Williams, è il quarto
spettacolo da solista per l’artista Linda Marlowe.
Si tratta di storie forti ed evocative, personaggi spinti al limite,
raccontati con la rabbia e la passione che contraddistinguono
le creazioni dello scrittore. L’incantevole capacità
della Marlowe di passare con coerenza da un personaggio all’altro
esalta la sensualità e il lirismo che hanno reso celebre
l’autore americano. Il nuovo materiale narrativo si mescola
con perfetta coerenza alle parole di Williams, lasciando spazio
a momenti umoristici che spezzano la tensione drammatica e scongiurano
il pericolo di una successione di racconti sconnessi l’uno
dall’altro. Al contrario, si costruisce così un dettagliato
mondo teatrale attorno alle misteriose vite di queste signore
indemoniate.
Donne piene di desiderio, piene di vita –
a volte forti, ma sempre disperate. Sole. Come Isabel Holly, protagonista
del racconto The Coming of Something to the Widow Holly,
a cui si ispira la performance di Linda Marlowe.
Mentre la sua vita scivola via e la memoria comincia a svanire,
la vedova Holly ricrea nella mente l’immagine degli ospiti
che nel corso degli anni hanno varcato la soglia della sua casa.
A tratti indimenticabili, spesso esilaranti, i diversi personaggi
evocati dalla memoria di Holly rivivono in Linda Marlowe che mette
il suo stile, unico per fisicità ed umorismo, al servizio
del testo teatrale, con risultati entusiasmanti.
Eroine piene di inventiva, appassionate e vulnerabili…
La Marlowe, diretta da Stuart Mullins, cattura il pathos di Williams
e la fragilità femminile. - New York Times
Linda Marlowe
Definita da molti come musa di Berkoff (che scrisse Decadence
pensando a lei e a se stesso come protagonisti), è sua
interprete in The Trial, Hamlet, Greek, Coriolanus, Metamorphosis
(per il quale collabora anche alla regia) e Decadence.
Sempre per il teatro cura la regia di numerosi lavori: Lunch
(Library Theatre di Manchester, Kings Head, New End e Young
Vic di Londra) e Harry’s Christmas, entrambi di
Steven Berkoff; A View From The Bridge di Arthur Miller
Leicester Haymarket Theatre (1998); High Brave Boy, invitato
al Festival di Edimburgo (2003); Curry Tales (Library
Theatre Company di Manchester – 2004) e Shades of Brown
(The Door, Birmingham Rep – 2007), scritti e interpretati
da Rani Moorthy. Nel 1990 vince il premio “Manchester
Evening News Award” come miglior regista dell’anno.
Della sua lunga ed eclettica carriera ricordiamo la sua esperienza
con la Royal Shakespeare Company (The Virtuoso, Twelth Night
e The Teban Trilogy) e con Richard Jones che la dirige in
Too Clever By Half e A Flea in Her Ear (Old
Vic di Londra).
Tra le produzioni cinematografiche e televisive, sottolineiamo
la collaborazione con attori come Richard Burton e Peter O’Toole
(Beckett – 1964), Gary Hope (Big Zapper – regia di
Lindsay Shonteff – 1973), Albert Finney (The Green Man –
1991), Gillian Anderson (The House of Mirth – 2000).
Tra i suoi ultimi lavori cinematografici, ricordiamo Day of the
Dead (USA 2008), remake del film cult di George A. Romero.
Infine, ha lavorato in numerose produzioni per la BBC. La sua
ultima apparizione televisiva la vede impegnata a fianco di James
Nesbitt nella sesta serie di Jekyll (2007).
Con i suoi spettacoli (Berkoff’s Women, Diatribe of
Love, No Fear!, Mortal Ladies Possessed e Believe –
diretto da Gavin Marshall) dal 1999 è impegnata in tournée
internazionali ed è spesso ospite nei teatri del West End
di Londra.
Nel 2001, con Berkoff's Women vince il premio What’s
on Stage come migliore attrice. Nell'agosto 2009
è stata ospite del Fringe Festival di Edimburgo con The
World’s Wife.
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