PAURAEDESIDERIO non si può raccontare, perché non
c’è una storia, ma un filo rosso che intesse una
trama che nasce nella coscienza di ognuno. Il concetto è
che ogni spettatore costruisce da solo la sua storia personale,
grazie alle proiezioni della sua sensibilità e all’affiorare
degli archetipi inconsci. Un testo complesso, che nasce dall’esigenza
di esplorare l’uomo attraverso i suoi desideri, giustificazioni
e paure, nel suo essere solo e abbandonato.
Lo spettacolo nasce dalla voglia di capire, di
entrare fino in fondo all’animo umano, non tanto per farsi
giudici del tempo odierno ma per raccontare, come in una fiaba
cattiva, ma vera, cosa lega Paura e Desiderio, cosa tiene insieme
queste due aspirazioni, perché esse siano così legate
tra loro… e non possano che convivere. Il desiderio di diventare
cronisti ma con un mezzo diverso, quello teatrale, che arriva
direttamente al cuore, e non lascia scampo: quello che pensi e
credi possa accadere è davanti ai tuoi occhi.
“Le figure che appaiono sono figure
“cangianti” che grazie alla logica incoerente del
sogno e della proiezione inconscia, sfumano l’una nell’altra,
si trasformano in continuazione cambiando età, ruolo, e
carattere. Queste figure sfumate, che solo a tratti si possono
riconoscere chiaramente, rappresentano l’informe umanità,
piena d’amore e di canti soffocati, ma immersa nella violenza,
fisica e psicologica, che noi tutti accettiamo perché normalizzata
dalla quotidiana globalizzazione del modo in cui la subiamo.”
Gaddo Bagnoli
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